Lettera aperta a un’amica

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Scrivo a te che stai partendo, alla mia cara amica. A te che stai inseguendo i tuoi sogni, a te che hai coraggio. A te che ami la vita, che sai ridere e essere felice.

Scrivo a te che cinque anni fa venni a prendere in bici alla stazione di Bologna, era sotto Natale, come adesso, non avevi ancora l’appartamento qua; ti caricai sul manubrio della bici e sfrecciammo lungo via Indipendenza, meravigliati di tutte quelle belle luci: dicemmo che sembravano lampadari di cristallo in una sala da ballo, eravamo due bambini.

Scrivo a te a cui dissi di essere gay nel riflesso dello specchio mentre mi asciugavo i capelli e tu eri seduta nel water dietro di me mangiando dei Pan d Stelle; ancora vedo il tuo sorriso e il tuo sguardo dietro la mia spalla e il mio braccio alzato.

Scrivo a te con cui ho fatto mattina a ballare e dopo esserci presi un caffè e una brioche siamo andati a lezione, io di una qualche filosofia, tu di una qualche chimica. A te che hai dato una bottigliata in testa a quel primo ragazzo con cui uscivo dicendogli  “e vedi di comportarti bene!” A te che mi hai insegnato a fare snorkeling nel mar Ionio, dove mi hai indicato una murena e una stella marina, dove hai trovato il paguro Arturo e raccolto tanti gusci di ricci di mare.

Scrivo a te che mi hai sgridato più volte, a te che filtri i miei problemi dalle mie parole e dalle mie costruzioni di logica non-sense, a te che li riporti a una dimensione concreta e mi sai porre domande semplici e essenziali, obbligandomi a scendere dalle mie nebulose di vita letteraria e a pensare altrimenti.

Scrivo a te, Anna, infinitamente dotata di buon senso.

Presto partirai, io non ti rivedrò per molto tempo. Oggi ho pianto di nuovo, mi mancherai tantissimo. Ma non sono triste. Sono contento, contento per te. Niente di più bello di quando vedi qualcuno che ami scegliere una strada assumendosi la responsabilità di esaudire la sua gioia, di tentare la sua felicità. L’amicizia, cara Anna, è amore nella libertà e un tale amore spesso significa lasciare andare l’amico. Ma non è un sacrificio agli altari né per chi resta né per chi va, è piuttosto una reciproca libagione, dell’amico all’amico, di speranzosi cuori.

Per questo scrivo a te, mia amata Anna, che tanti anni fa dicesti “mi piacerebbe vivere qui, a Barcellona!” per dirti che so che sarai felice e che questa sarà un’altra bellissima avventura.

Ti voglio tanto bene.

Per sempre tuo, Diego

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2 pensieri riguardo “Lettera aperta a un’amica”

  1. Sei semplicemente fantastico. E per quanto non sia sicura di aver espresso a parole quanto veramente ti voglio bene spero che tu lo senta. Tutte le volte che ne avrò bisogno so che avrò queste parole a darmi forza e questi ricordi a farmi ridere e consolarmi. Ti voglio bene

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